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Il Secolo XIX - Levante

Agosto 2016

La disfida del vino sommerso tra Portofino e Sestri

Portofino - L’idea - e, pare, anche il suo contenuto - è piaciuta anche a Vladimir Putin, che l’ha pretesa per la sua personale collezione, una delle più prestigiose al mondo. Ma bottiglie dello «spumante sommerso» di Piero Lugano, che alla cantina sul fondo del mare per primo lavorò , sono arrivate sulle tavole di molti vip, attratti dall’unicità di questo brut cullato da Poseidone, un successo commerciale senza precedenti. Ora, però, l’unicità di «Abissi» (questo il nome dello spumante prodotto nelle tenute Bisson del Tigullio e affinato sul fondo del mare, 70 m di profondità, per 13 mesi) se la dovrà vedere col primo vero concorrente da quando, nel 2010, si affacciò sul mercato.

Sì perché una nuova società, la Jamin srl di Recco, si è fatta avanti chiedendo di ancorare nel mare di Portofino una trentina di gabbie per bottiglie. La notizia coglie Lugano in contropiede ma non troppo. «Beh - dice - di certo non starò a guardare». Anche perché qualche anno fa ha registrato il suo spumante sommerso con un brevetto. «Inoltre continuo a pagare il canone di occupazione del fondale di Portofino: lì non possono mettere proprio nulla». Infatti Bisson ha spostato la sua «cantina» blu nelle acque di Sestri Levante, continuando però a mantenere anche la concessione demaniale del fortunato esordio.

Decisione lungimirante. Anche se non è garantito che basti a fermare lo sbarco di un concorrente. Jamin si fa viva negli uffici del Comune di Portofino, un anno fa, presentando la richiesta di una concessione demaniale dalle parti di Cala degli Inglesi. «In un punto diverso rispetto a quello riservato nel 2008 a Bisson», precisa il sindaco Matteo Viacava. Quest’anno arriva l’autorizzazione dell’assessorato regionale all’ambiente, settore «Ecosistema costiero e acque», «per l’immersione in mare di gabbie metalliche e bottiglie ai fini di vinificazione». Ora manca solo l’assenso dell’Area marina, ma la possibilità che si vada avanti, a sentire il direttore della riserva Giorgio Fanciulli, pare scontata.

Quelli di Jamin srl, un’entità sconosciuta al panorama delle aziende vinicole, non escono ancora allo scoperto. Amministratore unico della società è Emanuele Kottakhs, residente a Camogli e fino a non molto tempo fa titolare di un’officina per la sostituzione di vetri auto a Cogorno. Tra i soci della srl, anche l’ex nuotatrice di sincronizzato Chiara Reviglio e l’ex pallanuotista del Chiavari Nuoto Massimiliano Gorrino. Proprio Gorrino compare anche tra i subacquei della Drafin Sub, società che, ironia della sorte, proprio per conto di Bisson ogni anno si occupa dell’immersione e dell’emersione delle gabbie.

La domanda fondamentale a questo punto è una: produrranno spumante o altro? A casa Lugano, per ora, prevale la strategia della vigile attesa. Lo sviluppo dell’azienda di Sestri Levante è stato piuttosto importante, frutto anche e soprattutto del successo di Abissi, un prodotto che sul mercato vale più di 30 euro a bottiglia. L’esperimento iniziò con 6500 bottiglie. Oggi, ogni anno, dai fondali di Sestri ne escono circa 30 mila. Il 22 agosto inizieranno i lavori per la nuova cantina in località Pestella, a Trigoso, un progetto da tre milioni di euro. In molti hanno provato a copiare l’idea dello spumante sommerso, ma senza grandi risultati. Diverso sarebbe ritrovarsi un competitora Portofino. «Una bottiglia come la mia non può esistere e non ha il diritto di esserci - dice Piero Lugano, forte di una esperienza quasi quarantennale - se anche i francesi hanno fallito un motivo c’è: alla fine, la prima idea è quella che conta».

 

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2016/08/12/ASGtfbrD-portofino_disfida_sommerso.shtml

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